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n.s., n. 43 (1/2010)
Ontologia dei colori
a cura di Luca Angelone
Piangere e ridere davvero. Feuilleton
Maurizio Ferraris
Documentalità
Perché è necessario lasciar tracce

Roma-Bari, Laterza, 2009

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(2004) Pietro Kobau, Essere qualcosa. Ontologia e psicologia in Wolff, Torino, Trauben, pp. 169
[ISBN: 8888398554]

[http://www.libreriauniversitaria.it]
 
Download PDF   L’opera di Christian Wolff (1679 1754) è stata letta spesso come una filosofia bifronte: conservatrice nel contenuto e, al contempo, quasi ossessionata dal bisogno di darsi una forma moderna. Ciò emerge in particolare nella sua metafisica, entro cui l'ontologia viene a porsi alla base dell'albero delle scienze, intendendosi come la scienza dell"'ente in quanto tale", ovvero di ogni "qualcosa" che è in generale possibile. Si tratta, in realtà, di una definizione tardoscolastica, ma divenuta poi, grazie a Wolff, moderna, tanto da poterne rintracciare gli esiti fino alla nostra contemporaneità, fino cioè alla scuola di Brentano e oltre. A ogni modo, nella definizione disciplinare consolidatasi con Wolff sembra mancare un elemento che appare invece centrale nell'ontologia contemporanea, che si interroga innanzitutto circa l'esistenza effettuale delle "cose".
Assumendo questo come un dato storico, nel presente lavòro si è voluto stimare Wolff come l'autore che meglio ha rappresentato il tipo ideale delle ontologie dei "qualcosa". Ma lo si è fatto scommettendo su una tesi ulteriore: che lo snodo fra la sua concezione dell'ontologia come dottrina delle entità possibili e la sua dottrina dell'esistenza come "complemento della possibilità" vada ricercato nella sua psicologia. Quest'ultima, infatti, e proprio alla luce della metafisica generale wolffiana, va correttamente interpretata come una scienza tesa a dare ragione delle strutture più elementari dell'esperienza: in primo luogo, dell'esperienza provvista dai sensi ("estetica"), rispetto a cui può allora insorgere la questione dei significato di "esistere", riferito a un "qualcosa" che viene sentito.
 
Indice

Premessa, p.7
I. CHE COSA C'E' NELL'ONTOLOGIA DI WOLFF, p. 13
1. Res, quatenus est aliquid (ontologie di tipo wolffiano), p. 17. 2. Essenza ed esistenza (al margine dell'ontologia wolffiana), p. 24
II. CHE COSA E' UN ENTE? UNA QUESTIONE DI PRINCIPI, p. 29
1. L'argomento preontologico e l'enciclopedia filosofica, p. 30. 2. Contro Cartesio, p. 37. 3. Ignoranza o insensibilità?, p. 47
III. LA PSICOLOGIA CHE SOSTIENE L'ONTOLOGIA, p. 53
1. Utilità e danno della metafisica per la scienza, p. 53. 2. Credere per poi correggersi, p. 58. 3. Monadi con finestre, p. 71
IV. EPISTEMOLOGIA O METAFISICA: L'ANALOGON RATIONIS, p. 81
1. Prevedere non è un miracolo, p. 82. 2. Come le esperienze ritornano, p. 93
V. FALLACIE E ANTIFALLACIE DELL'ANALOGON RATIONIS, p. 103
1. Esperienza delle leggi o leggi dell'esperienza, p. 103. 2. Conoscere significa due cose, p. 115
VI. SIGNIFICATO, ESSENZA, ESISTENZA. I CENTO TALLERI DI WOLFF, p. 124
1. Esse, percipi, p. 125. 2. Esistenze sensibili, essenze ideali, p 139
Conclusioni, p. 151
Rimandi bibliografici, p. 155
Opere di Wolff
Altre opere
Indice dei nomi, p. 167
 
 
 
Carola Barbero
Chi ha paura
di Mr. Hyde?

Oggetti fittizi,
emozioni reali

Genova, Il Melangolo, 2010
La distinzione fra moneta e denaro. Ontologia sociale ed economia
Maria Grazia Turri
La distinzione fra moneta e denaro.
Ontologia sociale
ed economia

Introduzione di
Maurizio Ferraris
Roma, Carocci, 2009





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